Helena Bonham Carter, che ritrova l’amore (dopo Tim Burton)

Scritto da il 3 Novembre 2019

A cinque anni dalla fine della sua travagliata storia d’amore con Tim Burton, Helena Bonham Carter ritrova il sorriso. Sia perché dal 17 novembre sarà la protagonista, insieme a Olivia Colman, della terza stagione di The Crown, la serie di Netflix incentrata sulla vita della Regina Elisabetta e che la vedrà nei panni della principessa Margaret, sia perché, da circa un anno, ha un nuovo uomo nella sua vita. Si tratta dello scrittore norvegese Rye Dag Holmboe, di ventuno anni più giovane di lei. A rivelarlo è lei stessa in un’intervista ad Harper’s Bazaar UK che, nel numero di dicembre, la elegge «donna dell’anno», un «tesoro nazionale».

«Ti lasci, ti rattristi, ti annoi di soffrire, e poi finalmente vai avanti», rivela Helena Bonham Carter, 53 anni, ricordando il trauma della separazione con Burton, con il quale ha convissuto per ben tredici anni mettendo al mondo due bambini: Nell di 11 anni e Billy di 16. Rimettere insieme i pezzi della sua vita non è stato facile, ma Rye Dag Holmboe le ha dato la giusta motivazione per lasciarsi il passato alle spalle e costruire insieme un futuro sfavillante, ricco di emozioni. «Sono molto contenta di avere qualcun altro al mio fianco. È stata un po’ di magia inaspettata nella mia vita», aggiunge l’attrice britannica rivelando che con Rye condivide anche un «cucciolo peloso», un terrier tibetano di nome Pablo.

 

«Mamma e cane stanno andando molto bene», insiste la Bonham Carter decisa a viversi il momento come arriva. Sia per quanto riguarda i sentimenti sia per quanto riguarda la sua carriera professionale. La terza stagione di The Crown rappresenta, infatti, un punto di svolta, la scossa che aspettava per rimettersi in gioco: «Quando ho compiuto 50 anni, temevo che fossi in discesa, ma è esattamente il contrario. Non credo di essere mai stata più felice o più soddisfatta nella mia vita. Questa enorme fioritura della televisione corrisponde a storie ispirate ai personaggi, quindi c’è molta scelta e molto lavoro. Quando ero giovane, eri considerato “più vecchio” di oltre 30 anni».

 

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