Letizia di Spagna e Felipe, 16 anni di matrimonio. Tra crisi superate e nuovi inizi

Scritto da il 21 Maggio 2020

Madrid, 22 maggio 2004, è il giorno del matrimonio di Felipe di Spagna, 35enne Principe delle Asturie, e di Letizia Ortiz Rocasolano, 31 anni, ex giornalista, mal vista a corte per un matrimonio lampo con un suo ex professore, forse un aborto (vociferano i maligni, in Messico) vicina, troppo, alle sinistre e soprattutto «plebeya», come in molti la definivano sprezzanti. La prima futura regina di Spagna a non avere una goccia di sangue blu nelle vene.

Nella cattedrale dell’Almudena ci sono 1400 ospiti, reali, capi di Stato, diplomatici.

Felipe è ansioso, complice la nota timidezza, lei, avvezza alle telecamere per via del suo lavoro, non tradisce emozioni, e diventa da subito la sua spalla, sebbene lui la superi in altezza di un bel po’. Oggi, sedici anni dopo, le cose sono molto cambiate. Nel 2014 l’ex principe timido è diventato re in seguito all’abdicazione del padre Jan Carlos, che ha ceduto lo scettro per via di una vita di scandali, tradimenti ai danni della moglie Sofia e traffici economici poco chiari, e quella «plebeya» rifiorita, vera trionfatrice su tutti dopo anni non facili e bocconi amari da ingoiare.

Subito presa di mira per via dell’eccessiva magrezza e del ricorso alla chirurgia estetica che le ha regalato un naso più gradevole e un mento meno importante (perché no, verrebbe da chiedersi, ciò che conta è stare bene con se stesse) Letizia è stata presto osteggiata a corte, così come era accaduto a tutte quelle che l’avevano preceduta nel cuore di Felipe, dalla modella norvegese Eva Sannum, che nel 2001 accompagnò il principe alle nozze di Haakon e Mette-Marit di Norvegia e scandalizzò per una profonda scollatura, a Gabriella Windsor, fino alla messicana Marcela Cuevas.

Con Letizia, conosciuta a una cena a casa di amici, è stato però tutto molto diverso e Felipe, per la prima volta, si impuntò. «Principessa si nasce», disse l’allora regina Sofia al figlio quando si rese conto che l’ex playboy aveva trovato quella giusta. «O sposo Letizia o non mi sposo», la celebre frase che fece arrendere la sovrana. Il Paese aveva bisogno di un re, e la monarchia di un erede. Tante critiche ci furono anche per via delle decisione di non voler provare ad avere un terzo figlio dopo Leonor, nata nel 2005, e Sofia, nel 2007. L’eventuale nascita di un maschio avrebbe tolto alla primogenita il diritto di diventare regina. Inflessibile, Letizia, femminista vera, appoggiata in toto dal marito, che per le figlie stravede e che sta accompagnando Leonor, lentamente, sulla sua stessa strada, verso il trono.

Insieme, re e regina sono coppia vincente che si è fatta il vuoto attorno, parenti compresi. E in questo è chiaro quanto la scelta di Felipe sia stata saggia sedici anni fa, perché Letizia è donna dal pugno di ferro, concreta, dinamica, che il suo ruolo lo riveste alla perfezione.

Uscito di scena Juan Carlos, che recentemente è tornato alla ribalta per via di una tangente di 100 milioni di dollari legati a una Fondazione poco chiara, il re ha tolto al padre la pensione e rinunciato alla sua eredità, così come pochi anni fa aveva allontanato la sorella Cristina di Borbone, coinvolta insieme al marito Inaki Urdangarin in una storia di frode (lui è stato condannato a cinque anni di prigione, ndr). Nessuno sconto, insomma, e in questo Felipe e Letizia giocano la stessa partita.

Entrati in campo quando la popolarità di casa Borbone era ai minimi storici, si stanno impegnando al massimo per ridare dignità a un’istituzione sofferente. In prima linea, come tutti i reali, durante i giorni più bui dell’emergenza Covid-19, continuano a fare la loro parte. Giovedì 21 maggio hanno visitato il principale mercato di Spagna, Mercamadrid, e ascoltato le esigenze dei commercianti, mentre nei giorni immediatamente precedenti la regina aveva trascorso una giornata con la Croce Rossa. Piccoli gesti, s’intende, che però li rendono molto più vicini alle persone comuni di quanto lo siano stati i loro predecessori. Il futuro è tutto da scrivere, e sembra dalla loro, complice anche la presenza di due figlie amtissime, ormai adolescenti e pronte a dare il loro contribuito alle cause di famiglia. La nuova generazione avanza, e chissà che non sia più lungimirante e capace di quella che l’ha preceduta.

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